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Bandiere al palazzetto? “Un bene” ma qualcuno dissente

Bandiere al palazzetto? “Un bene” ma qualcuno dissente

Durante l’ultimo Comitato Palio – l’assemblea  formata dai cinque capirione, il rappresentante del Gruppo Municipale e il sindaco – si sono discussi diversi temi: dalla gestione delle settimane del Palio durante il mese di luglio, alla giostra stessa in cui sono emerse alcune criticità, fino all’organizzazione delle gare delle bandiere che si disputeranno il 25 e 26 settembre.

Abbiamo chiesto un parere ai capi rione in merito alla decisione che ha portato a decretare come luogo deputato allo svolgimento delle competizioni di sbandieratori e musici il PalaCattani. Dalle impressioni di tutti si comprende quanto si ritenesse importante lo svolgimento delle gare sia per i rioni, che nelle competizioni vedono l’apogeo del loro impegno, e sia per la cittadinanza, abituata, quasi fosse un rito collettivo, a vivere le manifestazioni del Palio del Niballo. 

«Riaccendere i motori del Palio, a conti fatti e nonostante i problemi organizzativi, penso sia stato un bene per la comunità che crede ancora in questa tradizione. Ritornare insieme, vivere il clima rionale e rimettersi in gioco non può che aver risvegliato la voglia di uscire di casa con i propri colori addosso e di questo c’era sicuramente bisogno», ha detto Daniele Lama, capo del Rione Giallo, sottolineando un’opinione condivisa da tutti.

Differenti visioni invece per quanto riguarda la scelta del Palazzetto come location che ospiterà le gare degli sbandieratori e musici; su questo tema spicca la posizione di Massimo Liverani, caporione del Rione Verde, secondo cui «la decisione presa dal Comitato Palio è giusta» e prevedibile considerando l’andamento epidemiologico e la volontà di ridurre al minimo il rischio di contagi. 

Per Peter Caroli del Rione Nero l’importante era organizzare le gare, ed è stato fatto,anche se purtroppo con modalità diverse e meno affascinanti.

Uno spunto arriva dal capo del rione Rosso e dal priore del Borgo. Filippo Rava, del Borgo Durbecco, ha spiegato che «Tale decisione è stata assunta perché non c’era altra possibilità visto che», come riferito, «trattandosi di una manifestazione di pubblico spettacolo sono previsti i posti solo a sedere e gli ingressi contingentati» difficilmente attuabili in piazza. 

La questione che più ha irrigidito gli interlocutori però riguarda, come chiarisce Gianluca Maiardi, caporione del Rosso, il margine di discussione «Che non c’è stato, si è deciso aprioristicamente che le gare si sarebbero svolte al palazzetto senza neanche considerare la possibilità di adattare le condizioni della piazza. I presupposti forse ci sarebbero potuti essere».

Tali pareri ravvivano un pensiero più ampio. E un quesito resta impresso. Il Palio e le sue manifestazioni collaterali vengono organizzate perché si devono fare, o perché si ha la volontà reale di mantenere viva una tradizione ormai radicata all’interno della nostra città? Ai posteri l’ardua sentenza.

En.Zo.

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